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oggi dicono che è la giornata contro la violenza sulle donne. oggi.

e oggi dicono pure che tutto è rosso, quello che si vede in giro per questa manifestazione di solidarietà verso chi.

chi dice questo mica lo so chi è, quasi non ci fossero donne a dirlo, ché loro dovrebbero saperlo che questo è così tutti i giorni. come se i giorni passati non appartenessero a loro.

vedo scarpe rosse ovunque, e foto. e altre foto grigie, pure se sono rosse.

non so, di che colore sono le ferite rosse di chi vede tutto grigio, ma so che i segni causati da quelli forti sono forti anche se non hanno colori. e sono giorni che si sommano anche gli anni, quelli fatti senza giorni da vivere.

e vivere ogni giorno, non è peccato.

peccato che qualcuno invece pensa che sia una parolaccia, come quando non si usa il congiuntivo giusto. ma questa gente non lo sa che di giusto c’è solo la giustizia che ti rende eterna solo quando si muore con dignità.

e mi domando dov’è, lei, qua, oggi, dove si ferma per un giorno il giorno nero. e solo per fare notizia. e mi dico che questo non è sincero.

eppure qualcuno la chiama vita, e c’è pure chi ancora non la vive dopo tanti secoli di.

c’è chi dice che non vuole le mie frasi tronche. e questo mi lascia basita, proprio come la mia anima quando è stata troncata dalle botte. quelle botte fatte di mani e parole, tronche. e io le ho sentite complete. così complete da lasciarmi senza me e nessun te,

e senza parole.

e allora lasciate, lasciate che io pianga, per pulire questi attimi di ognuna di me. quelli che vedo rosa come un fiocco di neve che nasce nella brughiera della speranza divenuta giungla, o quelli verdi che le spalleggia mentre cercano di andarsene da sole, senza mano o parola d’uomo che.

che sia gialla nera o bianca, c’è sempre un rosso che si pavoneggia, nel petto di una donna. 

e allora lasciatemi, lasciatemi morire donna,

ogni oggi.

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