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tra alti e bassi è passato, anche se non era un pomodoro.

ce lo siamo mangiato, lo abbiamo ritagliato, rubato, calpestato, bestemmiato, rinnegato. amato.

e sta arrivando il tempo che tanto attendono i bambini. sì, questo è un anno speciale come tutti gli anni quando arriva natale. e in quei minuti di scartamento ci si dimentica del prima.

prima sono accadute tante cose brutte, e a tutti.

con il trascorrere degli anni mi sono resa conto che, svelta svelta per andare avanti, tanta gente si riconsola con i guai degli altri, anzi, sono proprio loro che fanno superare quelli che ci girano per casa.

in casa nostra c’è stato di tutto, e c’è stato a lungo, ma, anche se non sono una che tira le somme, posso dire che stiamo ancora qui a raccontarlo. e questa è un’addizione positiva.

ho fatto tantissima strada e, per fortuna, non sono arrivata da nessuna parte, mentre le mie mani possono orgogliosamente dire il contrario.

il cuore è forte, anche se s’è spaccato molte volte, e l’udito ha saputo tacere la maggior parte di tutte le cattiverie.

mi sono lamentata molto, e di questo posso ringraziare chi m’è stata ad ascoltare.

se tiro una riga qui sotto è merito degli incontri ricevuti e nei silenzi assordanti, dei miei pensieri pesanti, ho avuto la fortuna di poterli girare nella mente, ché una brava cuoca sa preparare un bel pranzetto, anche se nel frigo c’è il nulla che si cimenta in un balletto.

e penso al pane e insalata che m’ha accompagnata durante l’estate, e al desiderio impossibile di correre al mare per incontrare l’amore. ma di fronte a chi s’è affogato a causa d’un gommone, mi mordo le labbra e chiedo perdono anche se nessuno me lo impone.

e chiedo perdono a chi ha saputo mangiare il mio silenzio, e nell’ascolto di ogni nuovo giorno auguro a tutti noi di trovare il vero sale per condire ogni bisogno.

 

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