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lascio queste righe, mentre la memoria abusata s’accascia schifata.

ma come fate, come, ad usarla così e si dimentica a dolore, e non solo del creato.

tu sei nulla e ancor meno il raggiunto e tutto è fosso, in quell’apparenza che compare come fosse boato e poi ti muore e tu con lui ché ancora insegui l’assoluto.

e non giocare con me, memoria. e lasciami, almeno quella e che sia mia. così lontana avvolta vagabonda e mai confonda eppure moribonda è la pace, come soldato su quell’ultimo prato.

ma come fate, ad uccidere ancora il cielo.

e il ricordo è un vigliacco bugiardo, ché tutto si compiace e tempesta e si piove dentro, mentre piange le sue mancanze, e di falsità si veste e riveste te.

e la conosco a memoria, questa storia e si ripete, oggi.

oggi, come ieri. e come domani, seppur ci fosse.
[memoria viva, mentre si muore]

 

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