non riesco più a scrivere, ma non è per un blocco, anzi, è che ne ho troppe di cose da dire e allora me ne sto zitta.

piango, lo sto facendo in questo momento come in molti altri in questi ultimi tempi. mi dico che i fallimenti non sono sconfitte, ma coraggio, coraggio di guardarsi dentro e attorno e poi ritornarsi dentro e.

e vuol dire che le maniche sono da tirare ancora più su se.
se le cose sono come sono, non credo più che sia solo colpa mia, e questo per me è un passo immenso per la mia mente, ché troppe volte l’ho seppellita con i sensi di colpa. e la colpa, pure lei, è quella mano che se ti prende per il verso giusto non ti strozza, ma rassetta i capelli asciuga le lacrime e ti riaddrizza il volto e via.
e via, con l’altra mano ti accompagna verso altri pensieri altre strade altre pagine da scrivere di te, e lo farà senza se e senza ma.

ma la strada, a volte, è una chiusura lampo di un giubbetto che ti si chiude da sola e in piena estate fa caldo assai, con lui, mentre te ti sciogli a pensare il dove e il quando hai fatto l’ennesimo passo falso.

falso è il buonista, ché a volte lui non è altro che l’ipocrita travestito.

mi terrorizza il solo pensarlo, che io e me siamo due vestiti a malo modo, ed è per questo che mi distruggo con le pippe mentali. e alla fine di me restano le pippe, ché la mente se ne va.

e mentre lei va, qualcosa dentro di me si sta valutando e presto, molto presto, mi prenderò io e me e.

 

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