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la cattiveria umana non ha limiti, e allora mi arrendo e lascio il posto che avevo in questa società, se mai ne avessi avuto uno.

per correttezza proseguo il promesso, ma poi vorrei riprendermi, anche me stessa, insieme a quelle piccole cose di cui ho buona memoria, per mia fortuna.
essì, malgrado tutto sono fortunata, ché ho ancora le mie lacrime.

come una valigia, prendo torti e ragioni e allungo il passo. me lo dovrei. me lo devo.
me lo devo per quell’amicizia che ho conservato verso me stessa, piccola cosa lo so, ma importante per quei valori in cui credo.

e il Credo, mentre lo recito confusa, mi fa capire tante cose della mia vita, confusa anch’essa fra i bisogni, ché tra un’incertezza e la ricerca di un bacio sulla fronte c’è sempre chi sfiora la mia vita con la sua carezza.

una carezza, ecco, forse confondo tutto, e confondo anche i ruoli, ché da una mano aperta puoi prendere anche mille schiaffi. e ne ho presi, senza limiti…

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